Cassazione dice si agli autovelox

Per la prima sezione civile della Corte di Cassazione è risultato accoglibile il ricorso del Comando dei vigili di Orsogna (Chieti) opposto contro una sentenza del giudice di pace in materia di rilevazione automatica della velocità. La Corte ha, infatti, decretato la validità del verbale di accertamento nell’impossibilità della contestazione immediata da parte dell’accertatore, anche quando lo strumento di rilevazione usato permette la verifica dell’infrazione dopo il transito del veicolo. Il pronunciamento della Corte contrasta con la precedente giurisprudenza degli uffici del Giudice di Pace, fino ad oggi favorevole ai ricorsi degli automobilisti. Il Comune di Orsogna, patrocinato in Cassazione dallo Studio legale degli avvocati Domenico e Pierluigi Maria Tenaglia ha ottenuto la sentenza favorevole, in base all’art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, secondo cui “deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l’apparecchiatura consenta la determinazione dell’illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento, o comunque nella impossibilità di essere fermato”. Da oggi, perciò, “ove l’apparecchiatura non consenta la determinazione dell’illecito se non dopo il transito del veicolo, è sempre consentita la contestazione successiva, mentre solo ove l’apparecchiatura permetta l’accertamento dell’illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, ma sempre che dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilità di personale dell’Amministrazione e senza che sulle modalità di organizzazione sia possibile alcun sindacato giurisdizionale”. Contrariamente a quanto stabilito dal Giudice di Pace, la Cassazione ha, così, stabilito la, legittimità della sanzione amministrativa, condannando alle spese di giudizio l’opponente che, a fronte dell’importo iniziale di 130 euro della contravvenzione, dovrà pagare una cifra pari a circa 570 euro.

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