Celiachia: dal DNA la diagnosi rapida

Da una recente indagine era infatti emerso come solo il 10% degli affetti da Celiachia è consapevole di esserlo. Se gli italiani costretti a fare a meno di cibi come pasta e pane sono già 400-550 mila, si è infatti stimato che questa cifra rappresenti solo una parte di coloro che soffrono di celiachia ed ai quali è rigorosamente vietato mangiare cibi contenenti glutine. Grazie alla nuova tipologia di diagnosi sperimentata dalla facoltà di Scienze dell’Università di Palermo e da due aziende private, si potranno ora abbattere i tempi di diagnosi, che passano dalle 4-8 ore attuali alle due ore e mezza del nuovo sistema. Proprio in virtù di tempi e modalità, inoltre, il costo medio dell’analisi scivola da trecento a settanta euro. Adriano Pucci, presidente dell’Aic, aveva recentemente evidenziato come la celiachia "Non sempre dà sintomi evidenti non appena si ingerisce il glutine" e per questo aveva auspicato maggiori esami "per i soggetti a rischio, per familiarità o malattie associate alla celiachia". Ora, invece, con il progetto promosso da Bionat, Diogene e dall’Università di Palermo, la diagnosi sarà pressoché immediata. Il prelievo del Dna, infatti, dura solo cinque minuti. Sulla stessa linea si sta inoltre muovendo un ulteriore studio che riguarda la diagnosi dell’osteoporosi, sempre a partire dal "prelievo rapido" del Dna.

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