Celiachia: tanti i malati, pochi lo sanno

Non meno importante la parte dedicata alla sensibilizzazione sull’impegno delle Istituzioni e delle Associazioni dei pazienti in questo stesso campo. Dei malati di celiachia, è infatti il solo 10% ad essere consapevole di esserlo. Proprio per sottolineare questo preoccupante dato, Adriano Pucci, presidente dell’Aic, ha voluto evidenziare la necessità di “aumentare le conoscenze sulla celiachia. Non solo tra i cittadini e nelle istituzioni, ma soprattutto fra la classe medica". Secondo Pucci, infatti, la "scarsa conoscenza" riguarderebbe soprattutto i medici di famiglia e, sebbene sia indispensabile diagnosticarla il prima possibile, è difficile da diagnosticare in quanto malattia genetica caratterizzata dal bisogno di un fattore ambientale per manifestarsi. "Non sempre dà sintomi evidenti non appena si ingerisce il glutine", commenta il presidente nazionale dell’Aic, che per questo motivo auspica maggiori esami "per i soggetti a rischio, per familiarità o malattie associate alla celiachia". Malattia spesso scambiata per altre o, addirittura, per semplici disturbi, la celiachia ha oggi un valido supporto nella legge 123 del 2005, che dedica spazio e fondi alla formazione e all’aggiornamento medico. nel suo intervento, Cesare Cursi ha affermato: "La legge 123 riconferma l’erogazione gratuita dei prodotti dietetici senza glutine tramite il Servizio sanitario nazionale e riconosce la possibilità di ottenere la somministrazione di pasti ad hoc anche nelle mense pubbliche". Una scelta, quest’ultima, che si rivela essenziale nella corretta integrazione dei malati di celiachia all’interno di tutte le attività che si svolgono in gruppo.

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