Cellulari e Internet, croce e delizia per giovanissimi

E’ quanto emerge dalla ricerca "Ragazzi connessi. I pre-adolescenti italiani e i nuovi media" realizzata da Save the Children insieme al CREMIT – Centro di Ricerca per l’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.Come detto, il cellulare e la rete fanno ormai parte della vita quotidiana dei pre-adolescenti italiani che li utilizzano per sentire gli amici, tenersi sempre in contatto, condividere emozioni, affermare se stessi. Prevalente l’idea che questi media siano utili, facilmente gestibili e non particolarmente pericolosi, nonostante i ragazzi ammettano anche di aver tenuto comportamenti trasgressivi e provocatori – come fingersi altri (52%), utilizzare foto altrui (46% ), cercare materiale pornografico (35%) – o aver vissuto situazioni rischiose, come ricevere inviti da estranei (41%) o aver chattato con adulti (32%). Il tutto nella quasi totale assenza di divieti da parte dei genitori.A proposito di Internet, degno di nota è il fatto che il 74% degli intervistati dichiara di usare i social network per tenersi in contatto con gli amici abituali, il 50% per allargare il campo delle conoscenze. Più in generale, la rete secondo i ragazzi è più utile che rischiosa, ma qualche rischio lo ammettono. Nel giudizio dei ragazzi internet è senz’altro molto utile (per niente inutile secondo il 58%) e facile da usare (per niente difficile secondo il 37%) mentre per ciò che riguarda la pericolosità, pochi lo definiscono molto pericoloso (6%) mentre per la maggioranza è abbastanza pericoloso (33%). Alla domanda poi se a casa i genitori pongano dei limiti o dei divieti rispetto al web, il 68% dei ragazzi dichiara di non ricevere per esempio alcun divieto a usare motori di ricerca, programmi di instant messaging (57%) o chat (51%).Per utilizzare Internet serve però la testa. In questa direzione va proprio la campagna "Posta con la testa" di Save the Children che, attraverso 2 spot, spinge i ragazzi a riflettere sulle conseguenze di alcuni atteggiamenti rischiosi, come postare una foto personale provocante, rendendola visibile a tutti: quell’ immagine, una volta online, "non può più tornare indietro. Tutti possono vederla", mette in guardia una delle clip. La campagna "Posta con la testa" ha avuto l’adesione di La7 che dal 17 novembre sta veicolando uno dei due spot.

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