Cellulari: forse utili per scopi terapeutici

Secondo Rossini, infatti, l’aumento dell’eccitabilità del cervello provocato da onde come quelle dei cellulari potrebbe rivelarsi utile in caso di patologie che tendono invece a ridurne l’attività. "Per la prima volta – ha dichiarato il professor Paolo Maria Rossini – uno studio dimostra in modo così circostanziato e misurabile che i cellulari determinano una maggiore eccitazione del cervello nella zona maggiormente vicina all’antenna del telefonino, punto in cui si concentrano le radiazioni. Lo stato di eccitamento, inoltre, perdura per più di 60 minuti dallo spegnimento del cellulare".Pur sottolineando l’importanza di un possibile uso delle onde elettromagnetiche nei casi di scarsa eccitabilità del cervello, Rossini sottolinea però come ciò potrebbe invece comportare un effetto negativo su coloro che invece soffrono di patologie come l’epilessia. "Alcuni studi precedenti – evidenzia Rossini – hanno dimostrato, su modelli animali affetti da epilessia, che l’esposizione prolungata a radiofrequenze aumenta la frequenza delle scariche epilettiche". Lo studio dell’IRCCS-Fatebenefratelli di Brescia, al quale hanno collaborato l’Ospedale S.Giovanni Calibita-Fatebenefratelli di Roma, la Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza e la Clinica Neurologica dell’Università Campus Bio-Medico, sarà pubblicato sulla rivista internazionale "Annals of Neurology".

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