Cenone di Natale, occhio all’anguilla

A metterci in guardia è l’Aduc, che per le festività del 2006 regala alcuni preziosi "consigli sugli acquisti". Partiamo, ad esempio, dal salmone. Forse non tutti sanno, infatti, che il nostro pesce non ha mai nuotato nei i fiumi della Scozia, della Norvegia o dell’Irlanda. Il salmone viene infatti allevato, con farine animali, in grandi vasche del Nord Italia. Non basta, sempre come rivela l’Aduc, quello affumicato non ha neanche mai visto la legna da ardere e tantomeno il fumo, dato che è stato siringato con un aroma al fumo (consentito dalla legge). Ecco il consiglio: leggere bene l’etichetta e cercare la dicitura "affumicato con legna", nonché assicurarsi sul paese di origine e sulle modalità di allevamento. Così è anche molto più semplice capire perché il salmone può costare sia 20 euro al kg che 80. Passiamo alle anguille, del quale l’Italia rappresenta il primo produttore in Europa. Va chiarito che il capitone viene allevato intensivamente in vasche d’acqua dolce e che si chiama così quando diventa una femmina adulta dal peso di circa 1 Kg. Il problema nasce dall’abitudine di vendere come capitoni le anguille di entrambi i sessi e da mezzo chilo. Siete sicuri di saperle riconoscere? Per non parlare del finto caviale, cioè delle uova colorate di un comunissimo pesce, riconoscibile solo dopo averlo comprato, perché perde il colore sulla tartina. E la verdesca? Capita che venga venduta come per pesce spada. L’Aduc consiglia infine di porre attenzione anche alla scelta degli spumanti, per il rischio di acquistare un semplice vino bianco con aggiunta con anidride carbonica. Ma è poi così vero che a Natale siamo tutti più buoni?

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