Certificati malattia: arriva il call center

Dallo scorso 1 gennaio le domande per il riconoscimento dello stato di invalidità sono obbligatoriamente presentate all’INPS per via telematica, mentre a partire dal 3 aprile è stato attivato anche il sistema di trasmissione on-line dei certificati medici di malattia dei lavoratori del settore pubblico e privato. In 19 tra Regioni e Province autonome il sistema si basa su un applicativo nazionale reso disponibile da SOGEI.In Lombardia è invece operativa una piattaforma specifica regionale in grado di dialogare con il sistema centrale, in via di adozione anche in Friuli Venezia Giulia. Il Ministro Brunetta ha comunicato di aver sollecitato telefonicamente tutti i Presidenti delle Regioni per contribuire al completamento del servizio riguardante la distribuzione dei PIN a tutte le Asl.Il sistema consente al medico di inviare il certificato di malattia compilando una semplice pagina web oppure utilizzando i software gestionali più diffusi. Sul totale di 67.727 medici di famiglia presenti sull’intero territorio nazionale, il 35% è già abilitato al servizio, a cui va aggiunto il 25% degli altri medici del SSN (circa 125mila). Al servizio invece non è ancora abilitato alcun medico privato. Il totale dei certificati spediti per via telematica nei primi 4 mesi di attivazione è di 148.272.Attualmente, informa il Ministero, sono in fase di realizzazione importanti interventi migliorativi del sistema. Già nelle prossime settimane i 60.000 medici che dispongono dei PIN per l’invio delle richieste di invalidità civile all’INPS potranno utilizzare le credenziali anche per trasmettere i certificati di malattia. Dal prossimo 9 agosto la trasmissione sarà possibile anche attraverso un apposito call-center.Il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009 prevede che il certificato di malattia sia inviato per via telematica dal medico all’INPS, secondo le medesime modalità previste per il settore privato. La mancata trasmissione telematica del certificato di malattia costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione.

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