Cervello: priorità inganna la vista

Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience (31 luglio 2005), il cervello umano avrebbe la capacità di assegnare valore diverso agli eventi e alle situazioni che si ritengono più importanti. Proprio questa "priorità", che si esprime con una percezione più intensa dell’avvenimento, potrebbe così offuscare la sequenza temporale degli eventi, creando nel soggetto l’idea che un fatto più importante sia accaduto prima di un altro, quando ciò non è realmente così. Per arrivare a tali risultati, i ricercatori hanno incentrato il loro studio sul fenomeno percettivo-attenzionale di due oggetti presentati nello stesso momento. Spesso accade, infatti, che nonostante la contemporaneità della presentazione, i soggetti tendano a vedere gli oggetti "in sequenza", con un lasso di tempo tra le due apparizioni che in realtà non esiste, ma che è dettato dal valore che il cervello attribuisce a ciascuno dei due oggetti. Mettendo da parte la teoria, sinora quella più accettata, che affermava la "predilezione" del cervello verso gli oggetti più attesi, i ricercatori hanno indagato sulle altre possibili spiegazioni del fenomeno. Il nuovo studio (condotto attraverso l’elettrofisiologia) ha così evidenziato che non esiste una maggior velocità della trasmissione neurale per gli oggetti attesi, ma che l’attenzione aumenta la potenza del segnale neurale senza mutarne la velocità. Durante l’esperimento, infatti, ai soggetti che vi hanno partecipato è stato presentato, in modo "occasionale", un suono improvviso e capace di attirare l’attenzione verso l’uno o l’altro dei due stimoli. Così facendo, i ricercatori sono riusciti a trovare il legame (o l’influenza) tra il suono improvviso e l’ordine degli eventi visivi percepiti. Sarebbe quindi la forza dell’elaborazione a livello visivo a mutare a seconda dell’attenzione e non quella della trasmissione neurale. Francesco Di Russo, coordinatore dello studio, ha dichiarato: "Tale scoperta ci mostra come il nostro cervello dia la priorità agli eventi che consideriamo importanti e ci illude che essi avvengano prima di altri semplicemente intensificandone la percezione. La sfida per futuri lavori sarà ora quella di definire gli eventi neurali che convertono l’aumento di segnale in una percezione di ordine temporale."

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