Chiudono i presidi delle forze dell’ordine: 5 anni di tagli alla pubblica sicurezza

Nel Novembre 2013 lo stesso Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Giampaolo Pansa dalle pagine de La Repubblica lanciava l’allarme sostenendo di non poter più garantire la sicurezza del cittadino e degli uomini che ogni giorno si adoperano nella prevenzione e lotta al crimine. Il Ministero dell’ Interno  non ha ritenuto di replicare alle affermazioni facendo cadere nel dimenticatoio quell’articolo. Ma la realtà odierna fatta di notizie locali che ci informano della chiusura di Posti di Polizia e di Questure e il conseguente aumento della micro criminalità, danno forma ad un mosaico allarmante di quello che potrebbe essere il futuro della sicurezza in Italia. Inoltre il paventato  taglio delle Province porterebbe un ulteriore ridimensionamento delle Forze di Polizia  sul territorio con gli Agenti di Polizia e i militari dell’Arma dei Carabinieri costretti a pattugliare territori molto più ampi e cittadini forzatamente pendolari  per una qualsiasi pratica burocratica riguardante Prefetture e Questure.

Per fortuna abbiamo avuto la rassicurazione che i tagli riguarderanno solo gli Enti eleggibili perciò per ora le Questure e le Prefetture non verranno toccate”,  a parlare è Mauro Verga Segretario Generale Provinciale SIULP di Sondrio uno dei principali sindacati di Polizia  “Dal 2008 ad oggi siamo passati da 107 mila unità a poco meno di 95 mila con la chiusura di numerosi  Posti di Polizia e di Polfer , caserme dei Carabinieri, Distaccamenti della Stradale, settori della Polizia di Frontiera e Postale, 3 miliardi e mezzo di euro di tagli al Comparto Sicurezza. Anche gli stipendi sono stati bloccati senza scatti di anzianità e adeguamenti di ruolo, pagati 1300 euro al mese per rischiare la vita”. Un lavoro logorante e pieno di difficoltà a difendere proprio lo Stato che pretende motivazione e dedizione ma che di fatto  ha smesso di motivare e garantire supporto. “Abbiamo un tetto anche negli arruolamenti, in un anno su 3000 poliziotti che vanno in pensione possiamo arruolarne al massimo 1000, di fatto 900. Questa situazione ci porterà nel giro di tre anni a scendere al di sotto delle 90 mila unità su tutto il territorio italiano

E’ sconcertante come tutto un sistema a garanzia della pubblica sicurezza si stia frantumando nel silenzio delle istituzioni e nella completa cecità del contribuente che pur avendo il diritto di chiedere che il Pubblico riduca gli sprechi non può voler consegnare il paese nelle mani della delinquenza.

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