Cibi Light: leggeri ma non troppo

L’associazione di consumatori “Altrocunsumo” ha infatti evidenziato che i prodotti “light”, non sono poi così leggeri come si tende a credere. Per questo “Altroconsumo” ha voluto vederci chiaro, valutando etichette e contenuto di 42 prodotti tra formaggi, yogurt, maionese, tonno, patatine, prodotti da forno. L’alimento leggero, infatti, dovrebbe contenere meno zuccheri o grassi e, in generale, meno calorie. I risultati dell’inchiesta, pubblicati nel numero di aprile della rivista Salutest, nascono dall’analisi di due aspetti: le effettive differenze nutrizionali e di gusto tra il prodotto classico e la sua versione “light” e il grado di chiarezza e trasparenza delle dichiarazioni in etichetta dei prodotti leggeri. Su 42 etichette prese in esame, ben 24 sono state bocciate. Due esempi per tutti: l’evidenza grafica data a caratteristiche che, invece, sono presenti anche nella versione tradizionale del prodotto, come ricotta magra (la ricotta è un prodotto magro per definizione); la riduzione riportata in etichetta, che dovrebbe essere chiara e comprensibile, non generica (“meno calorie”) ma riferita, in percentuale, a una sostanza nutritiva, come il grasso e non a un ingrediente (“30% di olio in meno”). Questo è quanto previsto dal regolamento europeo in fase di discussione. Dal punto di vista del contenuto dell’alimento, l’inchiesta di “Altroconsumo” evidenzia la presenza in questo tipo di prodotti di un risparmio calorico, ma non sempre tale da giustificare l’acquisto della versione light del prodotto. E’ il caso dei prodotti da forno, come i sostituti del pane e i biscotti, dove, per il tipo di
monoporzione proposta, si rischia di assumere più calorie con il prodotto leggero. Mangiare light quando si ingeriscono alimenti come patatine o maionese è un nonsense: se si vogliono risparmiare calorie meglio evitare questo tipo di prodotti. Altri aspetti emersi dall’indagine: le formulazioni alleggerite possono contenere conservanti assenti nella versione classica del prodotto (come il sorbato presente nella mozzarella light) o amido e fibre usati come riempitivi. Dal punto di vista del prezzo, poi, non vi sono sostanziali differenze tra l’alimento light e il suo corrispettivo tradizionale, ma nella versione light spesso si paga il peso dell’acqua, aggiunta al posto di altri ingredienti. Dunque paghiamo lo stesso prezzo per una quantità effettiva di prodotto inferiore, anche se formato e aspetto sono identici. Per evitare di mangiare poco sano o di andare in sovrappeso, Altrocunsumo consiglia di privilegiare i cibi ricchi di fibra e ridurre quelli ricchi di grassi o zuccheri; l’apporto proteico deve essere equilibrato, privilegiando il pesce rispetto alla carne. Fare chiarezza sui cibi light rientra nelle attività della campagna “un piatto di salute” che “Altroconsumo” sta portando avanti dall’inizio dell’anno, e che terminerà a fine 2005.

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