Ciccioni più longevi?

E pensare che fino a non molto tempo fa, le autorità sanitarie americane, ritenevano l’obesità una delle prime cause di morte dopo il tabacco. Lo studio pubblicato sul
JAMA è stato condotto dagli scienziati David Williamson e Katherine Flegal, del
Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e Barry Graubard e Mitchell Gail, del
National Cancer Institute. Dopo aver esaminato un campione di oltre 55 mila individui deceduti
nell’anno 2000, è stato evidenziato un aumento del rischio di morte solo nei casi di estrema obesità. Il che significa circa
l’8% della popolazione americana. Viceversa tra i soggetti sottopeso parrebbe aumentare
l’incidenza di morte premature rispetto a quelli dalla pancetta un pochino più pronunciata.
Un’altro studio pubblicato sulla medesima rivista scientifica da Edward Gregg e David Williamson, entrambi del Centers for Disease Control and Prevention, ha inoltre messo in luce come negli ultimi decenni si siano ridotti la pressione e il colesterolo alto. Questo, grazie alla diffusione di nuovi farmaci specifici. Così, non senza un pizzico di personale soddisfazione non possiamo che associarci a quanto dichiarato dal professor Barry Glassner, sociologo
dell’Università della California del
Sud, per cui quello che fino ad oggi era considerato sovrappeso, oggi può essere considerato un peso normale. Chissà che evolvendo ancora la ricerca, fra qualche anno il sottoscritto (destinato, pare, a certa longevità) non possa ostentare una linea di tutto rispetto?

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