Cina, controllo della natalità: arriva la tassa per le madri non sposate

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Era il 1949 quando, con la nascita della Cina Comunista, Mao Tse-tung  introdusse alcune politiche per favorire la natalità proibendo l’aborto, la sterilizzazione e i contraccettivi per rilanciare il paese. Ma, pian piano, con il passare degli anni e con il boom delle nascite, intorno agli anni ’70, i bambini divennero un ostacolo per lo sviluppo e la modernizzazione. Da qui iniziò la lunga lotta del governo contro l’alta natalità che, tutt’oggi, continua a far discutere il mondo occidentale.

La prima legge, nata nel 1973, era riassunta dal motto ”Wan Xi Shao”: matrimonio e gravidanza in età avanzata (wan), lungo intervallo tra un figlio e l’altro (xi), e pochi figli (Shao). La seconda, invece, fu molto più drastica inserendo la così detta ”Politica del figlio unico”, promossa dal governo di Deng Xiao Ping. Il progetto promosse la sterilizzazione, l’uso obbligatorio di contraccettivi e l’aborto, scatenando il martirio dei diritti dell’uomo. Dopo questo provvedimento, traffici di bambini, omicidi e abbandoni erano all’ordine del giorno. Non era difficile incontrare, per le strade di Pechino, piccoli corpicini abbandonati sui marciapiedi impossibilitati a ottenere aiuto. Inoltre, il numero dei suicidi di giovani donne ha toccato percentuali altissime.

Dagli anni 2000 la legge è stata modificata introducendo la possibilità di avere più di un figlio, mantenendo le linee precedenti, ma con l’obbligo di dover versare apposite tasse in modo da non bloccare l’economia e continuare ad avere posti di lavoro per tutti.

Ma, da quanto annunciato dal China Daily, una nuova legge è in arrivo. L’ufficio per gli affari legislativi della citta’ di Wuhan ha depositato online l’ennesima proposta di legge per arginare il fenomeno della natalità. Questa iniziativa si abbatte su una categoria considerata vulnerabile: le madri non sposate, simbolo di una parte di società che sta cambiando, prediligendo la convivenza al matrimonio. Queste, già viste negativamente dalla maggior parte della popolazione, dovranno pagare una tassa altissima per avere avuto dei figli fuori dal matrimonio. La legge sarà discutibile e commentabile online dal popolo cinese fino al 7 giugno, prima di essere presentata ufficialmente alle atutorità che la convalideranno.

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