Cina e Tibet unite dal treno del cielo

Costate ai cinesi la bellezza di 5 miliardi di euro, le maestose opere di ingegneria moderna hanno infatti permesso di superare il quasi inaccessibile tratto di 1.200 km che va da Golmud a Lhasa. Basti infatti pensare che, tra le curiosità legate alla nuova linea ferroviaria, c’è il punto più alto: quello di Tanggula, che si trova poco oltre i 5.000 metri di altitudine. Si tratta dunque di un’opera "fantascientifica", ma l’ammirazione per la buona riuscita dell’impresa non può non contrastare con l’attuale situazione politica e ambientale della zona.Vista dai profughi tibetani come un nuovo tentativo di colonizzazione cinese e dagli ambientalisti come uno "scempio", la nuova linea ferroviaria ha già sollevato numerose manifestazioni di protesta. Dall’altra parte, quella cinese, "Il treno del cielo" viene invece visto come una nuova opportunità per il paese e per la sua l’integrità territoriale.

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