Cina: il videogioco torna alle origini

Per evitare un simile pericolo, alcuni produttori di videogames hanno pensato bene di creare giochi a tema storico-patriottico. Ecco allora che il soldato "Lei Feng", il cui culto fu lanciato dallo stesso Mao Zedong nel 1963, diventa il protagonista di un nuovo videogame. Il mix di tradizione e tecnologia sarà infatti alla base di 100 nuovi giochi online prodotti da una compagnia di software con sede a Shanghai, in cui i protagonisti saranno altrettanti "eroi" della tradizione cinese. Insieme al soldato Lei Feng, tra gli altri, ci sarà anche Chenggong, noto anche come Koxinga e artefice della liberazione di Taiwan dal controllo olandese nel 1661. Da sottolineare che questa nuova iniziativa a sfondo patriottico nasce dall’esigenza di riportare "un po’ d’ordine" nell’esasperata proliferazione dei videogiochi online e giunge con appena cinque mesi di anticipo sulla campagna nazionale contro l’industria dei giochi a contenuto violento, pornografico o basati sul gioco d’azzardo, tutti definiti come una "minaccia per la sicurezza della stato". Per quel che riguarda i videogames violenti, pare che a destare la preoccupazione delle autorità di Pechino sia soprattutto la provenienza ed i protagonisti. I giochi, spesso di origine giapponese, sud-coreana e statunitense, avrebbero infatti come "attori principali" soldati con tratti somatici simili agli americani. Essendo oltre 13,8 milioni le persone che "videogiocano in Rete", con veri e propri casi di
Web-dipendenza, si è quindi pensato a reintrodurre costumi più "tradizionali".

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Cina: il videogioco torna alle origini