Cinghia rotta a 82.500 Km: sì al risarcimento

La cinghia, però, non supera gli 82.500 Km e si rompe dopo 4 anni dall’acquisto dell’auto, costringendo il proprietario a pagare 1.232 euro per la riparazione. Secondo il customer care della Fiat Auto, infatti, la garanzia sarebbe stata valida esclusivamente per 12 mesi e in ogni caso la responsabilità per una vettura usata sarebbe stata del venditore.

Non è però stato dello stesso avviso il giudice Coviello che, dopo aver riconosciuto l’esclusività del foro del consumatore (per la Fiat la causa andava fatta a Torino), si è pronunciato sostenendo "la responsabilità del costruttore per i danni cagionati da un prodotto difettoso", in applicazione dell’art. 114 del decreto legislativo n. 206/2005, e l’infondatezza della "affermazione della controparte (ossia Fiat) per la responsabilità contrattuale che grava sul venditore".

Si tratta quindi di una sentenza importante, come sottolinea l’avvocato Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons, che ha rappresentato il consumatore in questa causa: "anche se la macchina è stata acquistata presso terzi, si può sempre scegliere di citare direttamente in giudizio il costruttore, il quale deve rispondere anche trascorsi i 12 mesi dall’acquisto". Grande soddisfazione è stata inoltre espressa per il riconoscimento di un danno esistenziale, dato per il disagio patito dal consumatore: oltre ad essere restituiti i 1.232 euro della riparazione sono stati infatti riconosciuti 200 euro per "il disagio e la mancata usufruizione della vettura nel momento della riparazione".

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