Cioccolato versus male oscuro

A fugare, almeno in parte, questi dubbi ci hanno pensato alcuni ricercatori dell’Università de L’Aquila, con uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Precedenti ricerche che avevano già dimostrato un legame tra consumo di cacao e riduzione dei rischi di ipertensione e diabete. Il recente studio dei ricercatori Claudio Ferri e Davide Grassi dimostrerebbe altresì che il cioccolato, in particolare quello fondente, favorirebbe il metabolismo la circolazione, abbassando la pressione e migliorando la sensibilità all’insulina. Merito dei flavonoidi contenuti nel cacao che avrebbero effetti antiossidanti e stimolerebbero la liberazione di ossido nitrico, sostanza in grado di facilitare l’assorbimento del glucosio. Questo permetterebbe un’azione di contrasto sugli effetti del colesterolo e migliorerebbe in generale la circolazione sanguigna.

La ricerca dell’Università de L’Aquila è stata condotta su 15 giovani sani, dapprima sottoposti per una settimana ad una dieta priva di cioccolato, poi divisi in due gruppi. Al primo gruppo è stata “somministrata” una dose quotidiana di 100 g di cioccolato fondente, mentre all’altro una dose di 90 g di cioccolato bianco. In entrambi i casi l’apporto energetico è stato pari a 480 Kcal: Diverso,invece, il quantitativo di polifenoli di 500 mg, nel caso del fondente e praticamente nullo nel caso del cioccolato bianco. Dopo 15 giorni la cioccolata fondente ha ridotto in modo rilevante la pressione sistolica, rispetto a quella bianca. La pressione media dei soggetti trattati con il cioccolato nero è risultata di 107 mm Hg e di 114 mm Hg, quella degli altri.
Un test ulteriore, il cosiddetto QUICKI (quantitative insulin sensitivity check index), ha mostrato che la cioccolata fondente ha aumentato la sensibilità all’insulina, ad un valore pari a 0,39 contro un valore medio di 0,35 relativo al quella bianca. Risultati confermati anche dal test HOMA-IR (homeostasis model assessment of insulin resistance) che ha misurato un abbassamento della resistenza all’insulina nel primo gruppo, pari a 0,9 contro un valore di 1,72 del secondo. L’azione del cioccolato fondente, ed in particolare dei flavonoidi, pare essere legata alla regolazione dell’ossido d’azoto, anche se l’interazione con i sistemi biologici che ne aumentano la disponibilità nell’organismo umano è ancora oggetto di studio.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Attualità > Cioccolato versus male oscuro