Città del Messico (parte II)

Alcuni venditori di tacos cucinano imperterriti a qualsiasi ora del giorno. Sembra un’oasi di tranquillità lontano dai rumori e dal traffico rutilante delle automobili.
Merita una sosta il Museo Mural Diego Rivera che con il murale “Sogno di una domenica pomeriggio nella
Alameda” incanta qualsiasi visitatore. Inutile dire che a patrimonio culturale Città del Messico non è seconda a nessuno. Gli 85 musei interpretano una collezione unica per l’umanità. Impossibile non visitare il Museo Nazionale d’Antropologia. L’ampiezza del materiale presentato, il suo valore, la dislocazione, rappresentano un indiscusso tesoro che merita senz’altro di essere assaporato.
Sempre nel Bosque de Chapultepec, uno dei polmoni verdi di questa città, si trovano il Museo d’Arte Moderno e il Museo Rufino Tamayo entrambi da non perdere.
Un discorso a parte merita la visita a Teotihuacàn. Ad un’ora e mezzo d’autobus in direzione nord-est della città sorgono le rovine della prima vera metropoli dell’emisfero occidentale. Era la città più grande delle americhe, vissuta più a lungo di Roma imperiale sua contemporanea. Il colpo d’occhio nella Strada dei Morti è spettacolare. Oggi si può solo immaginare la vita che rese questa città meravigliosa, anche se è ancora imprecisata la ragione del suo abbandono nel periodo di massimo splendore. Arrampicarsi nella Piramide del Sole assicura una vista mozzafiato sull’intera pianura erbosa. Si alzano le braccia al cielo sulla cima della piramide per ricevere energia e forse anche come forma di ringraziamento per esserci. Dalla Piramide della Luna si gode la miglior vista del viale lungo oltre 4 km e se ne rimane incantati.
Citta’ del Messico la sera offre qualsiasi tipo di intrattenimento. Si può trascorrere tra le vie della Zona Rosa, piena di ristoranti e caffè dal sapore europeo magari cenando nei numerosi Sonborns. Prenotarsi un posto a teatro, c’è chi afferma che in questa capitale si stanno preparando le vere arti innovative di quest’epoca. Il mito di Coyoacàn il quartiere degli artisti, una Montmartre messicana, non è mai tramontato. Pieno di boutique e librerie la gente vi si reca per trascorrere ore spensierate soprattutto nel week-end. Assaporare uno dei piatti dell’autentica cucina messicana è di sicuro un’esperienza unica.
Da scrivere su Città del Messico ci sarebbe ancora tanto. Innumerevoli luoghi rendono questa città sicuramente da scoprire e vivere. Inutile ora svelare tutto. Solo un piccolo assaggio per accrescere la curiosità e la voglia di esplorarla. Bisogna vederla almeno una volta nella vita per poter capirla.
Nella notte il rollio dei motori dell’aereo ci sveglia dal sogno. Partire accentua un senso di svuotamento e persino lo smog, i capogiri dell’altitudine, i timori svaniscono e si dissolvono nella scia delle luci che passano sotto i finestrini. La distesa infinita sotto di noi sembra non finire mai. (leggi
la prima parte)
Andrea Lanari

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