Codice Da Vinci bis, anzi tris…

Sperling Paperback, invece, punta sul cavallo di razza Lincoln Henry, uno dei padri del fenomeno letterario, con “Il codice segreto della croce. Nel cuore dei Pirenei, alla scoperta del mistero di Rennes-le-Château”.
“Il codice
Arcadia”, di Blake Peter e Blezard Paul S., già pubblicato da Tropea nel 2001 , ha avuto quest’anno l’onore di una nuova edizione da parte della casa editrice Il Saggiatore. Considerato che
“Il Codice da
Vinci” del solito Dan
Brown, continua ad essere copiosamente acquistato, gli scaffali delle librerie sembrano monopolizzati da “codici” di ogni ordine e grado.
L’abuso del termine “codice”, se da un lato rappresenta uno strano fenomeno di marketing letterario prossimo alla sovraesposizione (conoscete quello che in gergo pubblicitario viene definito effetto Aiazzone?), dall’altro risulta ancor più biasimevole perché i testi di cui sopra trattano tutti desolatamente degli stessi argomenti: il Santo Graal, la natura divina del Cristo, Maria Maddalena, Leonardo da Vinci, i Templari, il Priorato di Sion, la dinastia dei Merovingi, le trame del Vaticano, l’Opus Dei, il Tempio di Gerusalemme,
Rennes-le-Château e la
Cappella di Rosslyn in Scozia. Come se non bastasse, questa breve disamina prende in considerazione solo i titoli in cui è presente il termine “codice”, ma le pubblicazioni sullo stesso tema, ormai non si contano più. Come ci è già capitato di scrivere in queste pagine web
(il graal cercatelo nella
rete), il filone ha avuto origine da “The Holy Blood and the Holy Grail” di Henry Lincoln, pubblicato per la prima volta nel 1982 e venduto in milioni di copie in tutto il mondo. Da allora, ad intervalli più o meno regolari si è tornato a parlare dei misteri che gravitano intorno alla famosa reliquia con le teorie più strane e stravaganti. Il rischio, ormai piuttosto concreto, è che i fiumi e fiumi d’inchiostro versati sul Graal trasformino il massimo simbolo della conoscenza tradizionale dell’occidente in una chiacchiera da bar. Ma di questo, statene certi, avremo occasione di riparlare in seguito. In attesa della prossima puntata della saga, magari con la pubblicazione de ”il mistero del codice della strada e la patente a punti” o “il codice civile. Un complotto napoleonico”, permettetemi di concludere con un esoterico “Et in Arcadia Ego”. Che vuol dire? Leggete, leggete…

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