Coldiretti: sui biocarburanti allarmi infondati

Sarebbero quindi del tutto inconsistenti gli allarmi sui prezzi lanciati in Italia nei giorni scorsi, tanto più che nel nostro paese si registrano pesantissimi ritardi nello sviluppo di energie alternative provenienti dalle coltivazioni agricole nazionali. Nel Belpaese, infatti, non c’è neanche l’ombra di biocarburanti nei distributori nonostante gli obiettivi fissati dalla finanziaria, che prevede come il biodiesel o il bietanolo ottenuti dalle coltivazioni agricole debbano essere distribuiti nel 2007 in una quota minima dell’uno per cento di tutto il carburante immesso in consumo.

Con l’obbligo minimo di 10 per cento di biocarburanti – sottolinea la Coldiretti – dovrebbero essere utilizzati in Europa circa 59 milioni di tonnellate di cereali (18 per cento del consumo dell’UE), in particolare frumento tenero e mais, e in minima parte orzo, e la paglia per la seconda generazione di biocarburanti. Tale fabbisogno secondo la Commissione potrebbe essere soddisfatto con un aumento annuo minimo dell’1 per cento nelle rese per un valore di 38 milioni di tonnellate mentre altre 14 milioni di tonnellate potrebbero essere offerte dalla messa a coltura di due milioni di ettari attualmente destinati a riposo e il resto attraverso le importazioni.

I prezzi dei cereali – precisa la Coldiretti – rimarrebbero stabili, mentre quelli del mais sarebbero lievemente superiori ai prezzi d’intervento. Anche i mercati delle colture oleaginose come la soia dovrebbero restare invariati, anche se quello del girasole potrebbe registrare qualche aumento dei prezzi ma la possibilità di utilizzare sottoprodotti dei cereali destinati a fini energetici per l’alimentazione degli animali potrebbe beneficiare l’attività di allevamento di bovini, maiali e polli.

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