Comprare una nuova casa: volontà batte crisi

Il 77% degli intervistati ritiene, infatti, che l’acquisto di una casa sia ancora un buon investimento e solo una minoranza pensa che la si compri soprattutto per il suo valore sentimentale o a causa della consuetudine del nostro Paese di essere proprietari dell’immobile in cui si abita.Tra coloro che credono maggiormente nel valore della casa come investimento troviamo chi appartiene alla fascia 45-54 anni (84%) e immediatamente dopo i giovani nella fascia 25-34 anni (82%). È infatti attorno ai 30 anni che per i "bamboccioni" arriva il momento di abbandonare la casa di mamma e papà e andare a vivere per conto proprio: più della metà di chi ha tra i 25 e i 34 anni è alla ricerca di una casa e ben il 40% dei giovani punta direttamente sull’acquisto piuttosto che sull’affitto a "fondo perduto".Dall’indagine emerge che la soluzione abitativa ideale è rappresentata dal trilocale, ambito da oltre il 40% di chi cerca casa. Sono soprattutto i più giovani – nella fascia tra i 18 e i 34 anni – a prediligere nettamente questa tipologia: abbandonati i "due cuori e una capanna", si preferisce fare qualche sacrificio in più per avere una casa che possa essere adatta anche alle esigenze di medio-lungo periodo derivanti da un eventuale allargamento della famiglia.Tuttavia l’acquisto di una casa continua ad essere una spesa che incide pesantemente sul bilancio familiare. Dall’indagine emerge che, nonostante da tempo si parli di una flessione dei prezzi del mercato immobiliare, per circa il 60% degli intervistati i prezzi degli immobili sono ancora troppo alti e pertanto si resta in attesa di un ulteriore ribasso.Che fare quindi per fronteggiare questa spesa così importante? Ricorrerebbe al credito attraverso mutui e finanziamenti circa l’80% degli intervistati. Ma non tutti riescono ad accedervi facilmente, soprattutto chi non ha un contratto di lavoro in grado di offrire adeguate garanzie. Oltre alla difficoltà nell’ottenere prestiti dagli istituti di credito c’è poi anche la paura di non riuscire a farvi fronte a causa del crescente costo della vita. Sono soprattutto i 25/34enni che, tra contratti a progetto e difficoltà nell’accedere al credito, appaiono più disillusi: finanziare l’acquisto di un immobile grazie ad un posto di lavoro migliore (10%) o ad un aumento di stipendio (12%) sono eventi poco probabili quasi quanto l’eventualità di ricevere un’eredità da un lontano parente (5%). Alla generazione dei "bamboccioni", pur volendo affrancarsi da questo nome, per andare a vivere per conto proprio non resta che chiedere aiuto a mamma e papà (38%).

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