Con Facebook torniamo bambini…

Nel corso di una seduta alla Camera dei Lord, di cui è membro attivo, la Greenfield ha spiegato che l’eccessiva esposizione al social network può portare ad una regressione delle facoltà cerebrali dovuta all’eccesso di continui stimoli.Il veloce susseguirsi di azioni e reazioni, paragonabile a quello che viviamo da bambini, è infatti lontano dalla realtà quotidiana dove i ritmi sono più lenti e può portare a disturbi gravi come il deficit dell’attenzione o anche dipendenza."La mente del ventunesimo secolo – spiega Adele Greenfield – è pressoché infantilizzata, con tempi d’attenzione ridotti, tendenza al sensazionalismo, incapacità di partecipazione empatica e un debole senso dell’identità".

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