Confesercenti: mafia ‘fattura’ 90 miliardi di euro

Ben 90 miliardi di euro che provengono da attività come estorsioni, usura, furti, rapine, contraffazione, controllo degli appalti e che rappresentano un fatturato pari al 7% del Pil. Come dire, sottolinea la Confesercenti, "cinque manovre finanziarie e otto volte il mitico ‘tesoretto"’. Dietro a queste cifre da capogiro si nascondono poi 1.300 reati al giorno commessi ai danni di commercianti e imprenditori.A pesare di più è l’usura, con 30 miliardi, mentre il racket ne frutta 10, i furti e le rapine 7, le truffe 4,6, il contrabbando 2, contraffazione e la pirateria 7,4, abusivismo 13, mafie agricole 7,5, appalti 6,5, giochi e scommesse 2,5. Confesercenti, infine, ha stilato una classifica del rischio-usura nelle province italiane: al primo posto Pescara, seguita da Messina, Siracusa, Catanzaro, Vibo Valentia, Taranto, Rieti, Reggio Calabria, Napoli e Genova.

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