Crollo a Pompei, il terzo in due giorni

Nel giorno in cui l’Italia festeggia il premio Oscar vinto da La grande bellezza, l’ultimo film di Paolo Sorrentino in cui si celebra la bellezza e la ricchezza artistica del nostro Paese, purtroppo arriva anche la notizia di un altro crollo a Pompei, la città sepolta dall’eruzione vulcanica del Vesuvio, avvenuta nel 79 d.C.

Il crollo è stato scoperto dal custode della zona che era in turno questa mattina e riguarda un muro alto 2 metri presente in un’area non scavata in via Nola: per essere precisi si tratta del costone di una bottega, chiusa da tempo al pubblico, nella regione V, insula 2, civico 19.

In questi giorni in cui la zona è stata colpita da forti precipitazioni, il terreno alle spalle del muro si è appesantito, spingendo sul muro, già contenuto con strutture di ferro, e causandone così il crollo.

Per fortuna, al momento del crollo, non c’erano visitatori all’interno del sito archeologico di Pompei che dal 1997 è stato inserito tra i Beni Patrimonio dell’Umanità e protetti dall’Unesco.

Già nei giorni scorsi, precisamente nella notte tra sabato e domenica, si erano registrati altri due crolli: il primo aveva interessato il quarto arcone sottostante il tempio di Venere e il secondo, invece, si era verificato nei pressi di una tomba della necropoli di Porta Nocera dove si è registrato il crollo di un muretto.

Davanti a questa continua distruzione del sito di Pompei, il neo Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha convocato una riunione che si svolgerà domattina nella quale si farà il punto della situazione, cercando di capire quali sono i motivi dei crolli e quali dovranno essere le misure da prendere affinchè il sito archeologico di Pompei non scompaia del tutto.

La situazione è davvero preoccupante: è opportuno, perciò, che vengano adottati una serie di interventi straordinari affinchè l’intera area degli scavi di Pompei presenti un certo livello di sicurezza dal punto di vista non solo geologico, ma anche geo-idrico: in caso contrario, visto che i terreni circostanti non riescono a drenare facilmente l’acqua piovana, ci ritroveremmo di fronte ad una Pompei completamente distrutta.

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