Cronaca del recupero della mastodontica nave Costa Concordia

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La Costa Concordia della società di navigazione Costa Crociere, varata nel 2005, è la nave passeggeri di più grande tonnellaggio mai naufragata finora. L’affondamento presso l’Isola del Giglio avvenne durante la notte del 13 gennaio 2012, provocando 30 morti e 2 dispersi.

La gara d’appalto per la rimozione del relitto è stata vinta dalla società statunitense Titan Salvage, leader mondiale nel recupero dei relitti, che opera in collaborazione con  la società italianaMicoperi, attiva nel campo dell’ingegneria subacquea. Il progetto di recupero, unico al mondo in quanto mai tentato prima d’ora per una nave di  così grande tonnellaggio, è stato approvato il 15 maggio 2012 e si articola in varie fasi.

La nave Costa Concordia, che da 20 mesi giace semisommersa, coricata su di un fianco e appoggiata su due speroni di roccia penetrati nello scafo, è stata dapprima stabilizzata  per evitare scorrimenti verso acque più profonde, per mezzo di un sistema di ancoraggio al fondo tra il relitto e la costa.

Per la successiva fase di ribaltamento dello scafo con rotazione di 65 gradi utile per il raggiungimento dell’assetto verticale, detta parbuckling, impresa senza dubbio spettacolare, è stata preparata una piattaforma  o falso fondale a 30 metri di profondità su cui possa poggiare il relitto al termine della lenta rotazione alla velocità di 5 gradi all’ora. Il raddrizzamento è possibile grazie a 36 martinetti idraulici a recupero di fune posizionati sull’estremità superiore esterna di 9 degli 11 cassoni fissati da tempo sul lato sinistro emerso. La rotazione in un secondo momento può proseguire grazie all’immissione di acqua nei cassoni, mantenuti in sicurezza da due collari stretti a prua e a poppa.

Dopo il ribaltamento  verranno posizionati altri 15 cassoni di galleggiamento sul fianco destro finora sommerso. Per far rigalleggiare il relitto, che verrà poi trainato fino al porto di Piombino per lo smaltimento, tutti i  cassoni verranno svuotati con un sistema pneumatico in modo da  fornire la forza necessaria a spingere la nave verso l’alto fino al punto di galleggiamento. Il fondale verrà in seguito ripulito, con successivo ripristino della flora marina attualmente decimata.

Il recupero della Costa Concordia, nave  mastodontica lunga 300 metri, pesante 114 tonnellate  e alta come un palazzo di otto piani, sta avvenendo grazie ad un’operazione tecnico-ingegneristica unica nel suo genere che ha impiegato finora  500 addetti di 26 diverse nazionalità e 30 mezzo navali al lavoro 7 giorni su 7 dal mese di maggio, con un costo di 600 milioni di dollari a carico di Costa Crociere e delle relative compagnie di assicurazione.  Non è ancora stata stabilita una data certa di termine lavori, ma la Protezione civile ha assicurato che per l’inizio dell’estate 2014 finalmente il relitto non sarà più parte integrante  del panorama della meravigliosa Isola del Giglio.

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