Cuore in salute per un cervello brillante

Ad affermarlo sono alcuni studiosi dell’Università di Boston, i quali hanno scoperto che ad una diminuzione della quantità di sangue "pompato" dal cuore corrisponde un riduzione del volume cerebrale e, con essa, le capacità cognitive del soggetto.Gli studiosi affermano che tale osservazione, arrivata analizzando un gruppo di oltre 1500 volontari attraverso la risonanza magnetica (MRI), non si riferisce solo ai casi di soggetti con malattie cardiache, ma è si rivela valida anche per quelli sani. In pratica, più il cuore riesce ad "alimentare" il cervello, anche in rapporto alla corporatura dell’individuo, e più questo è in grado di fornire performance migliori

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