D come Design: arte al femminile

La mostra, che cade nell’anno in cui Torino è Capitale Mondiale del Design, si articola in tre sezioni: Un "cuore" torinese: dagli inizi del XX secolo ad oggi; Anna Castelli Ferrieri e Franca Helg; Sei decenni di progettualità al femminile: 1948-2008. Exempla di designer italiane.

La prima sezione è incentrata sulle figure femminili che contribuirono alla storia imprenditoriale e progettuale della Regione Piemonte tra il 1902 e il 1945. Progettiste italiane come Maria Rigotti Calvi, foto di insieme d’epoca, di clima e di architettura. E poi ancora progettiste legate al Piemonte: da Elena Scavini Koenig (Lenci) – designer e imprenditrice – all’indotto da lei creato (Clelia Bertetti), a Gio Golia, da Paola Navone alle car designer che operano o hanno operato in ambito Fiat (come Giulia Moselli, Anna Visconti). Il tutto valorizzando anche figure dimenticate come Clementina Corte – fotografa biellese, che ha immortalato moltissime donne del suo tempo – e Jolanda Avalle Lorenzon che ha operato a Bra.

La seconda sezione presenta invece una piccola monografica di due designer esemplari per celebrare il loro operato e, nel contempo, rendere omaggio alla recente scomparsa di Anna Castelli Ferrieri.

Nella terza, infine, si trova un percorso articolato per decenni, dove vengono proposte significative selezioni che valorizzino sia le diverse tipologie – furniture, industrial, product, light design – sia i diversi materiali affrontati. Un percorso per evidenziare anche come le donne siano intervenute nei diversi ambienti interni, privati e pubblici (1. Casa: cucina, bagno, soggiorno, ecc.; 2. Ufficio; 3. Scuola; 4. Ospedali; 5. Comunità) ma anche extra moenia (arredo urbano, mezzi di trasporto, ecc.). Verrà inoltre dato spazio alle imprenditrici del settore (si citano, ad esempio, Adele Cassina, Maddalena De Padova, Patrizia Moroso, Rosanna Acunzo, Maria Teresa e Franca Tosi) che hanno saputo sostenere e utilizzare il design per lo sviluppo delle proprie aziende. A conclusione, per suscitare la riflessione socio-culturale, il progetto allestitivo punterà a evidenziare come il numero delle donne designer sia aumentato nel tempo: pochissime agli inizi degli anni Cinquanta, sono oggi numerose quelle che si dedicano con successo a questa professione.

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