Dagli States arriva la Saleen S7

Alta poco più di un metro, 104 cm per l’esattezza, la supercar americana presenta tutti i tratti tipici della sportiva purosangue. La parte anteriore, corta ed inclinata, è dominata da generose prese d’aria sul paraurti e sul cofano. Nella vista laterale, otre all’elaborato disegno delle bocche ventilazione sulle fiancate, impressionano le dimensioni della coda. Sotto l’enorme cofano posteriore trova posto un potente V8 di 7.0 litri. Il motore, di derivazione Ford con teste realizzate da Saleen, è in grado di erogare 583 CV e di spingere la vettura fino alla velocità massima di 360 km/h. Prestazioni da auto da corsa che evidenziano lo stretto legame della versione stradale con quella S7R protagonista del campionato mondiale FIA GT. A contenere tanta potenza ci pensa un evoluto telaio in tralicci di tubi in acciaio speciale su cui poggia una leggerissima carrozzeria in fibra di carbonio. Nell’ottica del contenimento del peso complessivo, gli interni sono essenziali, ma assolutamente non spartani. Portiere e sedili ricoperti in pelle, il volante dichiaratamente sportivo e alcune finiture in metallo rendono l’abitacolo della Saleen S7 estremamente lussuoso. Ovviamente non ci si può aspettare l’abitabilità e il comfort di una berlina, tutt’altro. Anche se gli sportelli si aprono a coltello per non “rubare” spazio all’abitacolo, l’auto può infatti ospitare due persone e niente di più. La S7 offre comunque due vani bagagli, uno anteriore e uno posteriore, nei quali è possibile sistemare oggetti non voluminosi o la serie di borse fatte su misura per l’auto. Anche salire e scendere dall’auto non è delle operazioni più comode, almeno per chi nella vita non è abituato a “saltare” a bordo di auto da corsa. Una volta sistemati sul posto guida la sensazione ripaga però degli sforzi fatti. Al centro della filosofia di quest’auto c’è infatti il pilota, in tutti i sensi. Il sedile guida è asimmetrico rispetto a quello passeggero, in posizione più centrale e con tutti i comandi orientati verso di esso. Un discorso a parte merita la visibilità, ridotta veramente all’osso. L’enorme carreggiata, l’altezza ridotta e la coda sporgente rendrebbero praticamente impossibili alcune manovre, come quelle di parcheggio. Ma Steve Saleen ha pensato anche a questo ed ha fatto integrare nelle S7 un microtelecamera posteriore per agevolare il guidatore in retromarcia.

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