Dai canguri la penicillina del futuro

L’antibatterico sarebbe addirittura capace di agire, oltre che contro funghi e batteri noti, anche contro quei batteri che resistono all’azione dei comuni antibiotici (stafilococco aureo, gli E.coli, gli streptococchi, il Bacillus subtilis, lo Pseudomonas spp ed il Proteus vulgaris). Ciò significa che, una volta sintetizzato e commercializzato, il composto potrebbe costituire una più che valida alternativa ai farmaci attualmente utilizzati. Secondo Cocks, inoltre, l’importanza della scoperta è va considerata anche dal punto di vista evolutivo, in quanto il gene alla base del nuovo composto non è presente nei mammiferi placentari, probabilmente a causa dei cambiamenti occorsi nell’evoluzione. Come spesso accade per le scoperte più rilevanti, anche questa è poi avvenuta quasi accidentalmente. Cocks ha infatti svelato che le proprietà della sostanza sono emerse durante alcuni indagini sul latte di Tammar wallaby, iniziate con l’intento di comprendere come i piccoli, senza un sistema immunitario efficiente, potessero resistere ai batteri.

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