Dal capello la diagnosi dei disturbi alimentari

Per la ricerca, gli studiosi della Brigham Young University hanno preso in esame due gruppi di donne, il primo composto da 20 soggetti con disturbi legati all’alimentazione ed il secondo formato da 22 donne senza particolari problemi di tipo alimentare, e indagato su cinque capelli di ciascun individuo. I ricercatori hanno così potuto rilevare, attraverso l’analisi detta "spettrometria di massa", un legame tra l’alimentazione e la presenza di alcune componenti delle proteine (determinate forme di carbonio e azoto) alla base del filone. Se è vero che tale metodo potrebbe consentire ai medici di operare diagnosi a distanza di circa un mese dall’alterazione del regime alimentare del paziente, esisterebbe però la possibilità di abbreviare ancor più i tempi prendendo in esame i peli, in particolare quelli delle gambe.Ad ogni modo, anche se i risultati dello studio dovranno essere approfonditi con ulteriori ricerche, appare già importante la possibilità di ricorrere, da parte dei medici, a diagnosi precise ed obiettive per anoressia e bulimia nervosa. Ancora oggi, infatti, il medico deve affidarsi alla sincerità del paziente, che spesso però tende a nascondere il problema.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Dal capello la diagnosi dei disturbi alimentari