Dal Garante arriva lo stop alle Iene

Per quei pochi che non ne fossero a conoscenza, nei giorni scorsi alcuni inviati delle Iene, guidati da Matteo Viviani, erano riusciti a sottoporre ignari deputati ad un semplice test antidroga, realizzato con un comune batuffolo di cotone per tamponare il sudore. Un’inchiesta che ha dato un esito per alcuni eclatante per altri molto più scontato. Su 50 parlamentari, ben un terzo degli "intervistati" è risultato infatti positivo al test: una dozzina per la cannabis, quattro per cocaina. Rovente, in queste ore, era stato il clima d’attesa per la messa in onda di un servizio destinato a scuotere pesantemente l’ambiente politico. Fatto sta che al momento i parlamentari "analizzati" non hanno alcunché da temere, dato che il Garante ha giudicato come illecita la raccolta di tali informazioni, di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute. Il provvedimento parla chiaro e non lascia spazio neanche ai più taglienti professionisti dello scoop, che si chiamino Iene o Antonio Ricci. Disposto "il blocco dell’ulteriore trattamento, in qualunque forma" del materiale raccolto, ora non rimane che lo strascico delle polemiche che stanno creando l’ennesima spaccatura all’italiana. C’è che difende i parlamentari, o comunque utilizza l’accadimento come sponda per attaccare il proibizionismo, e chi giudica il loro comportamento immorale oltre che, naturalmente, illegale. C’è anche chi accusa le Iene di aver ingiustamente ficcato il naso nella privacy di alcuni rispettabili rappresentanti politici, ma è una critica che riecheggia per lo più dai banchi del parlamento…

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