Dalla Tanzania un vino sorprendente

Quella della Tanzania è una storia di cooperazione internazionale che nasce proprio da Verona, sede della rassegna, nel 2002 grazie all’ingegnere Fiorenzo Chesini e alla Fondazione S. Zeno. Così, dopo aver aiutato i produttori locali e valorizzato il patrimonio viticolo esistente nella regione di Dodoma, situata su un altipiano di 1.100-1.200 m nel centro del paese, è sorta una cantina all’avanguardia, con l’importazione del migliore know-how italiano. La Cetawico (Central Tanzania Wine Company), cooperativa con soci locali nata da questo progetto, è ora già in grado di sostenersi da sola e di produrre vini di buona qualità, dai profumi intensi e persistenti e una personalità ben definita, che niente hanno da invidiare agli altri. Un rosso, un bianco e un rosè, quest’ultimo – assicurano gli esperti del Vinitaly – è "una vera sorpresa per il naso e il palato, con il suo profumo intenso di melone maturo all’inizio e il gusto di papaia, che lascia il posto alla ciliegia matura". Proprio il rosè ha entusiasmato migliaia di visitatori che nei giorni di manifestazione hanno affollato lo stand.Questi vini, inoltre, si distinguono in quanto praticamente privi di acidità acetica, grazie alle condizioni ottimali in cui le uve maturano, che permettono di effettuare sulle piante un solo trattamento di verderame e zolfo all’anno e due vendemmia all’anno. I vigneti derivano da piante di Teroldego, Marzemino portati una ventina di anni fa da "baba Cesare" un sacerdote missionario trentino, e da piante di Aglianico e Shyra che sono state moltiplicate localmente. Per il momento, la produzione è pari a 100 mila bottiglie, destinate prevalentemente al mercato dell’Est Africa, dove è sviluppato il turismo occidentale, ma ora la Cetawico vuole entrare nel mercato italiano, attraverso Ca’ dei Colli, un’azienda vitivinicola nata dalla volontà di tre produttori veronesi di dedicarsi alla produzione di nicchia. L’obiettivo è di raddoppiare la produzione entro settembre e di arrivare a breve a 800 mila bottiglie. Il prezzo di vendita è di 4 euro a bottiglia per il mercato africano, mentre per l’Italia si parte da 6 euro.

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