Di noia, di morte e di altre sciocchezze

Il problema è che non ha funzionato. Eppure ne avrei di cose da raccontare. È che ora come ora non me ne viene in mente neppure una. Potrei favoleggiare sull’eroica operazione di installazione di una antenna wireless sul tetto che mi ha visto protagonista insieme al mio impavido vicino di casa e che mi ha finalmente permesso di tornare in contatto con la civiltà tecnologica (vedi l’editoriale dal titolo Extra Telecom nulla salus). Ma forse la cosa non è proprio di interesse generale e a pensarci bene l’operazione neanche tanto ardita. Oppure potrei tentare di descrivervi l’emozionante esperienza di simpsonizzazione vissuta grazie al sito simpsonizeme. Una vera e propria metamorfosi virtuale degna dell’Asino d’oro di Apuleio. Eccitante no? Non molto? No, in effetti… Come darvi torto?Allora sentite questa: mia figlia di neanche tre anni e mezzo mi ha comunicato, non più tardi di qualche giorno fa, che si è fidanzata con un certo Alex, un coetaneo che frequenta la sua stessa scuola materna. Roba da matti eh? Echissenefrega! Va bene, va bene. Basta così! Vi risparmio le vicende di quando mi è esplosa la macchina del caffé espresso ed anche del gatto che si è furtivamente introdotto in cucina e ha mangiato il chili che avevo appena preparato, per poi continuare a bere come un cammello per due settimane. Diciamo che quello appena trascorso non è stato un periodo poi così eletrizzante. Anzi, sapete che vi dico? L’estate mi ha proprio stancato. Con i suoi ritmi indolenti e le inoperose giornate trascorse a bagnomaria ed in panciolle a leggere di gossip e varie amenità.La realtà, quella vera, incombe ed è ora di guardarla dritta negli occhi. Mentre trascorrevo torpide settimane a capacitarmi che le ferie erano solo un vicino ricordo, di cose ne son successe, eccome. Con un incipit come quello che ho appena vergato, dovrei aver vergogna solo a farne menzione. Ma son fatto così. Corbellerie e frivolezze mi servono (ci servono), sovente, a dimenticare che esiste un mondo anche fuori dal mio (nostro) microcosmo. Prendete ad esempio questo momento, questo preciso istante. Mentre il sottoscritto si esercita in futili acrobazie creative, per portare a termine questo editoriale che si sarebbe benissimo potuto fare a meno di scrivere, i soldati birmani stanno reprimendo nel sangue la legittima richiesta di libertà della popolazione guidata dai monaci buddisti. Rastrellamenti hanno colpito, nella notte, sei monasteri nei dintorni della capitale Rangoon ed almeno 850 monaci sono stati incarcerati. Sono stati tratti in arresto anche artisti, letterati, attori ed è caccia aperta ai giornalisti stranieri cui viene impedito di far trapelare informazioni sulle drammatiche vicende.Anche internet è stato oscurato per evitare fughe di notizie. Un tragico bilancio in evoluzione che annovera, purtroppo, già quindici morti e svariate centinaia di feriti. Per questo, carissimi lettori di Jugo, ho deciso di abbandonare l’abituale tono faceto dei miei scritti ed aprire questa triste parentesi sul mondo reale. Talvolta scrivere sciocchezze è più difficile di quanto si pensi.

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