Diabete tipo II: buone nuove dalla scienza

Il Professor Stephen MacMahon, del George Institute for International Health in Australia, ha dichiarato: "Questi risultati rappresentano un importante passo avanti per la salute di milioni di persone affette da diabete in tutto il mondo. L’approccio terapeutico dello studio ha ridotto di quasi un quinto la probabilità di decesso a causa di complicanze da diabete, praticamente senza effetti collaterali".Lo studio, della durata di oltre 4 anni, ha preso in esame 11.140 pazienti affetti da diabete e provenienti da 20 paesi diversi. Metà dei soggetti ha assunto giornalmente un’unica compressa contenente un’associazione a basso dosaggio di perindopril e indapamide, l’altra metà ha invece ricevuto un trattamento placebo. "I partecipanti allo studio Advance – ha sottolineato la Dott.ssa Anushka Patel – già ricevevano la maggior parte delle comuni terapie prescritte a pazienti affetti da diabete, ivi compresi altri farmaci per la riduzione della pressione arteriosa. L’aggiunta dell’associazione a basso dosaggio perindopril e indapamide ha ridotto del 14% il rischio di mortalità dovuta a qualsiasi causa, e del 18% il rischio di decesso per malattie cardiovascolari in misura. In termini assoluti, si potrebbe evitare un decesso ogni 79 pazienti sottoposti a trattamento con l’associazione a basso dosaggio perindopril e indapamide per un periodo di 5 anni. Il rischio di manifestazione di malattia coronarica è stato ridotto del 14% ed il rischio di insorgenza o aggravamento di malattie renali del 21%".

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