Dieta mediatica: ancora troppo teledipendenti

In Italia, infatti, la dipendenza dall’analogico è la più alta fra i paesi europei più simili al nostro, con il 72% della popolazione ancora confinata ai programmi della televisione tradizionale, contro il 65% della Spagna e della Francia, il 50% della Germania ed il 31% della Gran Bretagna. Molto meglio, invece, ce la caviamo con i cellulari, la cui diffusione, pari al 79% tra la popolazione sopra i 14 anni, è simile a quella della Tv. Sempre dal rapporto Rapporto Censis/Ucsi , emerge che, in Europa, radio e quotidiani hanno un pubblico pari al 60-80% della popolazione.Se la radio risulta diffusa ovunque in Europa, solo la Francia presenta una percentuale di lettori di quotidiani paragonabile a quella italiana: il 62% contro il 59% del nostro Paese. Sempre a livello europeo, l’Italia si distingue poi per il numero dei media ad "autentica diffusione di massa": ai 4-5 del resto d’Europa, il Belpaese risponde da "teledipendente". Ciò si verifica, però, per le limitazioni riscontrate nel pubblico degli altri media. Nellla "dieta mediatica" assomigliamo molto ai nostri cugini francesi in quanto, fatte eccezioni per la tv tradizionale (da noi al 94% e da loro all’83%) e la radio (63% contro 80%), per tutti gli altri media i dati della Francia non si discostano molto dai nostri.Passando ai libri, il popolo dei lettori è vasto in tutta Europa, guidati da Gran Bretagna e Germania (circa i tre quarti), Francia e Spagna (circa i due terzi), mentre in Italia si supera la soglia della metà della popolazione che ha letto almeno un libro nell’ultimo anno. Internet vince nel nord Europa (61% dei britannici), mentre il numero degli utenti italiani di ha raggiunto il 38% della popolazione. Dal sesto Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia, il Belpaese risulta quindi accostarsi velocemente ad un maggior numero di media, anche se rimane un divario evidente con il resto dei paesi europei.

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