Dieta mediatica: audiovisivi per gli italiani

E’ questo il quadro emerso dal Sesto rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia. Presentato in anteprima a Perugia, nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo, il documento consente inoltre di comparare le diete mediatiche degli italiani con quelle europee, in particolare con Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna. Degno di nota, a tal proposito, è il fatto che in quanto a persone con diete mediatiche solo audiovisive abbiamo il primato. Solo la Spagna ne ha infatti una quota abbastanza alta, pari al 25%, inferiore comunque a quella italiana, mentre in Francia sono il 19%, in Germania appena il 9% e il Gran Bretagna solo l’8%.Passando alle persone con diete basate anche sui mezzi a stampa, oltre che audiovisivi, il primato è della Germania con quasi il 50% della popolazione, segue la Francia con il 44%, l’Italia con il 43%, la Gran Bretagna con il 40% e ultima la Spagna con il 37%. Nella classifica delle popolazioni con diete molto ricche, e cioè basate su media audiovisivi, a stampa e sull’internet, primeggia la Gran Bretagna con oltre il 46%, mentre la più bassa è quella italiana, pari appena al 23%. La piccola percentuale di persone, per lo più giovani, con ricche diete mediatiche che escludono i mezzi a stampa è poi quasi simile in tutti i paesi studiati, intorno al 4-5% tranne che in Francia dove supera l’8%.Tornando alla realtà italiana, importante è l’analisi della relazione fra bisogni individuali, scelta di determinati media e soddisfazione che se ne ricava. Dal rapporto emerge infatti che le ragioni fondamentali che spingono le persone a utilizzare i media consistono nel bisogno di essere informati (81%) e, al secondo posto, nel bisogno di approfondire le proprie informazioni (69%). Un ruolo molto importante giocano poi alcune funzioni più legate al tempo libero, come l’interesse per la musica, che spinge più del 46% delle persone ad usare i media, e la voglia di mettersi in relazione con gli altri che ha la massima importanza per più del 45% degli utenti; l’intrattenimento in quanto tale attrae invece più del 41%. La possibilità di svolgere servizi utili ha invece la massima importanza nell’uso dei media per più del 41% degli utenti, mentre la necessità di orientarsi negli acquisti per quasi il 21%.

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