Discoteche, l’Italia ha smesso di ballare

Dopo il calo del 4,13% registrato nel 2004, nel 2005 è andata ancor peggio, con un’ulteriore flessione del 9,39% degli incassi. Una situazione negativa, aggravata dal fatto che il trend dell’ultimo biennio rappresenta un’inversione di tendenza rispetto a quello precedente, in cui la spesa aveva invece superato i 600 milioni di euro (2001), contro i circa 428 del 2005. Il quadro generale indica che, per il loro tempo libero, gli italiani hanno speso 1.545.064.651 euro nel 2005, con una flessione del 5,5% rispetto al 2004. E’ il cinema a pagarne maggiormente le conseguenze, con una flessione, registrata nel 2005, dell’8,6% sul 2004, nonostante il prezzo medio del biglietto sia rimasto pressoché invariato (+0,42%). Se il cinema rimane comunque il settore dove gli italiani investono la maggior parte del denaro destinato all’intrattenimento, gli spettacoli dal vivo teatrali e musicali hanno fatto registrare una crescita del 2,03%, dal 2004 al 2005, trainati dalla prosa, dal balletto e dai recital letterari. Nel triennio 2003-2005 spicca poi l’aumento della spesa relativa ai balletti ed ai concerti di danza, aumentata del 12,24%. Bene anche gli spettacoli di musica leggera e le rappresentazioni di opere liriche. Per assistere ai concerti e agli altri spettacoli di musica leggera, gli italiani nel 2005 hanno speso il 3,92% in più rispetto al 2004 ed analogo è l’andamento della spesa nel settore delle opere liriche (+3,80%). In calo, invece, la spesa del pubblico per assistere alle operette, riviste e commedie musicali, ai concerti jazz e ai concerti di musica classica.

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