Disordini mestruali, un aiuto per le atlete

La tesi appare rivoluzionaria, in quanto fino ad oggi erano molti i medici a sostenere che tali disordini fossero dovuti proprio dall’eccessiva dose di allenamenti a cui si sottopongono le atlete più competitive.Secondo Magnus Hagmar, il medico che ha diretto lo studio in collaborazione con il Comitato Olimpico Svedese, disordini congeniti, come ad esempio la policistosi ovarica, sarebbero infatti legati a livelli leggermente più alti di testosterone che consentirebbero alle atlete di aumentare massa muscolare e assorbire ossigeno più facilmente. Ciò si traduce, sempre secondo Hagmar, in allenamenti più lunghi e dai risultati soddisfacenti.

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