Disturbi del sonno, spesso sono apnee notturne

E’ quanto emerge dagli studi dell’AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno), presentati a Milano durante un convegno sui disturbi del sonno organizzato dall’Associazione Italiana Narcolessia (AIN). A far preoccupare gli esperti sono soprattutto le apnee notturne, un problema assai diffuso che interessa il 4% degli uomini e il 2% delle donne, ovvero circa 2 milioni di italiani. In tre casi su quattro, inoltre, i soggetti che ne soffrono non conoscono il problema o non hanno mai avuto una diagnosi certa.

Giuseppe Plazzi, del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Universita di Bologna, ha voluto evidenziare le caratteristiche di questo disturbo del sonno che, oltre al russare, ha come sintomo alcune alterazioni della respirazione, come la chiusura del flusso di aria per almeno 10 secondi.

Le apnee notturne, che colpiscono in prevalenza gli uomini dai 35 ai 55 anni, si rivelano poi durante il giorno con stati di sonnolenza, così come avviene per l’ipersonnia. In questo caso si tratta però di un problema che riguarda i più giovani, soprattutto gli studenti.

Ma da cosa è causata? Secondo il presidente dell’Associazione Italiana Medicina del Sonno, Luigi Ferini Strambi, potrebbe dipendere da “una condizione di privazione cronica di sonno”. Sempre da Ferini Strambi arriva quindi il consiglio di osservare se lo stato di sonnolenza diurna persiste nel fine settimana o quando si è in vacanza, ovvero quando si dorme di più. Se il fastidioso senso di stanchezza che spesso si avverte durante il giorno scompare, allora va esclusa l’ipersonnia.

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