Dopo il presidente della Repubblica ora tocca al governo: il caos nella politica italiana

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Sono passati esattamente due mesi dal giorno delle elezioni quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano assegna l’incarico di formare il governo al vicesegretario del PD Enrico Letta. In questi sessanta giorni non è che non sia successo proprio nulla, anzi si può dire che il caos l’abbia fatta da padrone.

Tanto per cominciare le elezioni si erano concluse senza una vera e propria maggioranza ma con tre poli quasi equivalenti che si dividevano i seggi in Parlamento: Movimento 5 stellePD e PDL. Ciò ha portato ad un completo immobilismo che non ha permesso a Bersani (che aveva ricevuto l’incarico della formazione del governo egli stesso) di trovare un accordo con gli altri partiti. Dal “NO” di Grillo a Bersani al “NO” dello stesso segretario del PD a Berlusconi si è andati verso una situazione di confusione resa ancora più intricata dal mancato accordo sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica (era infatti in scadenza il settennato di Napolitano). Infatti le mancate elezioni prima di Marini e successivamente di Prodi, entrambi proposti dal PD, hanno convinto Bersani a dimettersi dal suo incarico di segretario del partito che aveva, seppur in maniera non soddisfacente, vinto le elezioni.

Un piccolo passo in avanti si è fatto “persuadendo” il Presidente uscente Napolitano a candidarsi per un secondo mandato, fatto mai avvenuto nelle storia della Repubblica italiana. Dopo tanti passaggi a vuoto finalmente il 20 aprile l’Italia aveva il suo nuovo (in realtà vecchio) Presidente della Repubblica; ciò ha permesso di cominciare a valutare le opzioni per la formazione di ungoverno di larghe intese, sempre e comunque osteggiato dal Movimento 5 stelle.

Tanti sono stati i nomi proposti per la carica di premier, a cominciare da quello di Matteo Renzi (che aveva perso le primarie del PD con Bersani), passando per Alfano fino a ripescare la figura diGiuliano Amato di cui molti, però, non erano troppo convinti. Alla fine Napolitano ha scelto una soluzione che, a suo dire, coniugasse giovane età (Letta sarebbe il terzo premier più giovane della storia d’Italia dopo Goria e Fanfani) e ottima esperienza politica, visti i suoi trascorsi da Ministro (in quel caso ha il primato di gioventù nella storia della Repubblica).

Si attendono nei prossimi giorni le consultazione e la formazione della squadra di governo, sperando che Enrico Letta riesca finalmente a mettere tutti d’accordo.

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