Dopo Pechino Express andremo tutti in vacanza in Vietnam?

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A molti, il nome di questo stato evoca ricordi che hanno poco a che fare con i viaggi turistici. La guerra del Vietnam ha segnato un’epoca. Hollywood vi  ha ambientato capolavori comeApocalypse Now,  Il cacciatore, Full Metal Jacket. Dal Vietnam è reduce il primo Rambo che lì tornerà in successivi episodi della saga . Su quella sanguinosa guerra è nata la contestazione giovanile.

Poi arriva Pechino Express 2 e bastano una marchesa col suo fidato maggiordomo,  un campione di arti marziali, un opinionista di Forum  e gli altri concorrenti a cancellare l’immaginario di un Vietnam di fango, risaie e napalm.

Al suo posto affiora un paese di antichissime tradizioni e luoghi che sembrano uscire dalle fiabe, come la baia di Ha Long, location della prima puntata. L’Unesco l’ ha designata  patrimonio  dell’umanità e per capirne il motivo basta alzare lo sguardo su quella insenatura fatata dove si ergono  tremila piccole isole. E’ un colpo d’occhio che ti fa rimanere senza fiato:  sono come dei panettoni di roccia di grandezze diverse,  scolpiti dal vento, che  affiorano dal mare. Non galleggiano tra le nuvole come le Montagne Fluttuanti  di Avatar, ma in qualche modo le ricordano perché sembrano fluttuare tra il blu del mare e quello del cielo.

E’ come un mondo alieno che  Pechino Express ha il pregio, attraverso il gioco,  di raccontare,  a differenza di altri reality, per esempio dell’Isola dei famosi, ambientata in meravigliose ma ristrette spiagge esotiche, semplici set di un gioco.  Invece ora , sicuramente, a qualcuno verrà in mente di visitare quei posti nei quali prima mai si sarebbe sognato di recarsi :  non sapeva fossero più simili al mondo di Pandora che a quello di Apocalypse Now.

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