Droga: il caso Afghanistan preoccupa l’ONU

Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell’UNODC, spiega: " Pochi anni fa il consumo di droga nel mondo stava raggiungendo livelli epidemici. Oggi dati sempre più convincenti mostrano che il problema droga, a livello globale, si è stabilizzato. I dati per il periodo 2004-06 confermano che la situazione pare al momento sotto controllo, ma è troppo presto per dare un giudizio definitivo". Il progresso in alcuni paesi, si accomuna però al deterioramento della situazione altrove. "Lo sviluppo più incoraggiante – continua Costa – è il progressivo riconoscimento a livello mondiale del fatto che la tossicodipendenza sia una malattia neuro-psichica che deve, e può essere curata come ogni altra infermità. E’ soprattutto importante non stigmatizzare il tossicodipendente, e tanto meno criminalizzarlo".Il Rapporto mostra infatti una vasta stabilizzazione dei mercati mondiali della droga nell’ultimo triennio, con segnali di un generale contenimento di tutte le droghe – cocaina, eroina, cannabis e amfetamine – sia in termini di produzione, sia di traffico e di consumo. Parlando di cocaina, a preoccupare l’UNODC è però il fatto che il decremento negli Stati Uniti è stato vanificato da un’allarmante crescita del consumo in Europa. E se anche il mercato di stimolanti di tipo amfetaminco (ATS), quali l’ecstasy, è stato contenuto, bisogna segnalare che, per la prima volta da decenni, le statistiche non indicano un incremento della produzione e del consumo mondiale di cannabis. “Un numero crescente di consumatori di cannabis – illustra Costa – chiede assistenza sanitaria. Questo perchè ormai esistono potenti tipi di cannabis in circolazione che portano a disturbi mentali, violenza e criminalità". Restano però priorità il non abbassare il livello di guardia, continuare a prevenire il consumo di droga e investire in terapie per i tossicodipendenti.Tra i problemi più gravi emersi dal Rapporto Mondiale 2007, spicca poi che la produzione di oppio in Afghanistan rimane uno dei problemi più gravi: nel 2006 si è infatti assistito a una drastica crescita delle coltivazioni, che ha oscurato i grandi successi ottenuti attraverso l’azzeramento di altri bacini di offerta dell’oppio, specialmente in Asia Sud-Orientale. Il Capo dell’Agenzia dell’ONU contro la droga ha affermato che "In Afghanistan l’oppio è una questione di sicurezza molto più che non una questione di droga. La provincia di Helmand, minacciata dalla guerriglia, è divenuta il principale fornitore mondiale di droga". "In Afghanistan – dice il Direttore Esecutivo dell’UNODC – occorre estirpare il cancro delle droga e della violenza, liberando il mondo dalla principale fonte della droga più pericolosa, che direttamente e no uccide 100 mila persone all’anno. La sicurezza dell’intera Asia occidentale ne verrebbe rafforzata". Nel presentare il Rapporto, Costa ha infine lanciato un appello mondiale affinché si cambi l’approccio al problema della droga, chiedendo che la salute delle persone sia difesa con lo stesso impegno con il quale si distruggono le coltivazioni illecite e si smantellano le organizzazioni criminali.

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