Droghe: dalle fogne l’analisi delle tendenze

Fino ad oggi, l’analisi della presenza di droghe nella rete fognaria era limitata alla cocaina, mentre l’Istituto di ricerche farmacologiche milanese ha affermato di essere in grado di rilevare anche sostanze come anfetamine, ecstasy, morfina, eroina e cannabis. A rivelarlo è stato il Dipartimento Ambiente e Salute del Mario Negri, con un articolo pubblicato sulla rivista americana "Analytical Chemistry". Già nel 2005, in uno studio ripreso dai media di tutto il mondo, lo stesso gruppo di ricerca ha mostrato che residui di cocaina sono presenti nelle acque di scarico cittadine e nei grandi fiumi come il Po. Ciò deriva dal fatto che, dopo l’assunzione di una dose, i residui delle droghe vengono eliminati con le urine, e raggiungono i depuratori municipali con le acque fognarie e quindi i fiumi. I livelli di cocaina allora misurati indicavano consumi nella popolazione molto più elevati di quanto ufficialmente stimato ed hanno spinto i ricercatori ad esplorare ancor più a fondo l’argomento.Si è così giunti ad un innovativo sistema che ha consentito l’analisi di numerosi campioni in entrata ai depuratori di Milano e di Lugano, rivelando tracce consistenti e costanti di cocaina, anfetamine, ecstasy, morfina, eroina e cannabis. E’ così nato un nuovo metodo per studiare le tendenze e le caratteristiche dei consumi di droga a livello di grandi comunità, un utile complemento ai metodi tradizionali basati per lo più su interviste ai consumatori.

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