Ducati Monster 696: si rinnova il mito naked

Il motore desmodronico evoluto, l’introduzione di nuove tecnologie costruttive e l’applicazione di nuovi materiali, si sposano con i distintivi canoni estetici del Monster, moto che da quindici anni detta le regole dei "naked". per quanto riguarda il design, Monster 696 conserva la sua tradizionale silhouette, ma appare sin da subito più muscoloso e imponente grazie ai tratti caratteristici ancora più accentuati. Tutti i componenti della moto sono stati compattati al massimo per evitare ogni sporgenza dalla sagoma del veicolo, centralizzando masse e volumi. Lo scultoreo serbatoio acquista ancora più importanza e personalità, grazie alle sinuose linee che si fondono alla perfezione con sella e telaio, mentre l’attenzione al dettaglio regala un’armonia totale di linee e forme.

Il telaio del nuovo Monster è formato da una struttura a traliccio di tubi d’acciaio di diametro maggiorato direttamente ispirata alla Desmosedici Campione del Mondo MotoGP 2007. A questo si fissa il telaietto portante fuso in lega d’alluminio. L’impianto frenante anteriore fa invidia alle migliori supersportive e si pone come il nuovo riferimento nella sua categoria grazie al doppio disco da 320 mm di diametro ed alle pinze radiali a quattro pistoncini. Anche l’enorme forcellone posteriore bibraccio fuso in lega d’alluminio trae ispirazione dalle migliori realizzazioni di Ducati Corse. Degno di nota è poi il cruscotto, ora totalmente digitale. Deciso distacco dal passato, invece, per il nuovo impianto di scarico caratterizzato dal giro dei collettori non più sotto al motore e dai silenziatori ovali in posizione rialzata. Il gruppo ottico anteriore è poi caratterizzato dal nuovo proiettore a 3 parabole incastonato tra gli steli forcella, mentre il fanale posteriore sfrutta la moderna tecnologia a led. Dedicato ai "maniaci" della personalizzazione è il serbatoio del Monster 696, rivestito da cover facilmente sostituibili.

Il peso del nuovo Monster 696 è stato ridotto di ben 5 kg rispetto al precedente modello, attestandosi ora a soli 163 Kg. Chiudiamo questa breve presentazione della nuova Monster 696 con il motore, che evolve la precedente versione 695 introducendo alcune ottimizzazioni di rilievo nella termica e nei cilindri. La potenza erogata sale così a 80CV (59kW) a 9000 rpm con una coppia di 7kgm (69Nm) a 7750rpm. L’alesaggio e la corsa rimangono invariati rispetto al precedente 695: 88 mm per il primo e 57,2 mm per la seconda, ma pistone e camera di combustione sono stati rivisti per ottimizzare la resa fluidodinamica dei nuovi condotti. Anche il sistema desmodromico è stato rivisto: ora gli alberi a camme lavorano direttamente sulla testa per sostentamento oleodinamico. L’eliminazione dei cuscinetti di rotolamento ha quindi permesso una riduzione del peso di questa unità ed una semplificazione del layout. Inoltre teste e cilindri presentano una nuova conformazione delle alette di raffreddamento, ed un migliorato processo di fusione permette di realizzarle con una minor distanza una dall’altra in modo da incrementarne il numero e favorire così lo scambio termico. Come il suo predecessore, anche il nuovo Monster 696 si avvale dell’avanzata frizione APTC (Adler Power Torque Clutch). Questo dispositivo presenta l’enorme vantaggio di ridurre drasticamente lo sforzo necessario ad azionare la leva al manubrio rendendo la guida più facile e soprattutto più confortevole specialmente nei percorsi urbani dove le frequenti soste richiedono un uso elevato della frizione stessa. Il secondo non meno importante vantaggio della frizione APTC risiede nel fatto che essendo dotata del sistema antisaltellamento evita il bloccaggio della ruota posteriore nelle scalate più aggressive proprie della guida più sportiva.

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