Due mesi al ritorno della fiorentina

Dopo quattro anni e mezzo dall’imposizione del divieto,
provvedimento preso in seguito alla diffusione della malattia della "mucca
pazza", la Commissione europea ha quindi riconosciuto la posizione italiana,
premiando gli sforzi degli allevatori che hanno investito
sulla sicurezza e sulla qualità, come dimostra il sistema obbligatorio di
etichettatura completa delle carni bovine e la riscoperta della storica razza
chianina. "Il
Parlamento Europeo ha finalmente concesso la luce verde
che permetterà di riportare la tradizionale bistecca con l’osso, ottenuta dalla
macellazione di capi d’età compresa tra i 18 ed i 22 mesi, sulle tavole degli
Italiani entro l’autunno", hanno dichiarato i ministri Alemanno e Storace.
Ricordiamo che gli ultimi dati forniti dal ministero della Salute sui test di
analisi per verificare la presenza del morbo dell’encefalopatia spongiforme
bovina negli allevamenti italiani erano risultati largamente soddisfacenti. Dal
primo gennaio ad oggi sono stati effettuati circa tre milioni di controlli e i
casi accertati di Bse sono stati finora 126, di cui 50 nel 2001, 36 nel 2002 e
31 nel 2003.
Casi che nel 2004 e nel 2005 sono divenuti irrilevanti. Questi dati
dimostrano – sottolinea la Cia, Confederazione italiana agricoltori – che gli
allevamenti italiani sono garanti della qualità e della salubrità delle loro
produzioni. A questo punto non rimane che attendere il parere del Comitato
veterinario dell’Unione, chiamato a dare il via libera definitivo alla
sospensione del divieto. Fissato quindi al prossimo autunno l’atteso
appuntamento con la "fiorentina", un vero e proprio evento per il quale già si
si preannunciano grandi manifestazioni ed golose iniziative.

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