Due molecole per battere lo stress

A differenza di questi ultimi però, le due molecole sono prodotte dal nostro organismo. La ricerca, pubblicata sulla rivista “Nature”, potrebbe quindi aprire la strada all’impiego delle due nuove sostanze nella preparazione di farmaci anti-stress. Ad illustrare i risultati dello studio è stato il preside della facoltà di farmacia dell’ateneo di Urbino, Giorgio Tarzia, insieme al prorettore Mauro Magnani, e ad un gruppo di ricercatori che hanno contribuito alla scoperta. La ricerca è iniziata dalla considerazione che lo stress è una reazione tipica di adattamento del corpo ad un cambiamento fisico o psichico e come una risposta biologica specifica ad una richiesta ambientale. Già alcune evidenze sperimentali facevano supporre che l’inibizione del dolore in condizioni di stress potesse dipendere anche dal rilascio di sostanze non-oppioidi di natura non accertata. Il nuovo studio ha così dimostrato che nell’analgesia da stress sono coinvolti due derivati dell’acido arachidonico che, prodotti nel nostro organismo, esercitano un’azione di tipo cannabinoidico per interazione con specifici recettori. Sintetizzando nei laboratori dell’Università di Urbino due nuove molecole (URB602 e URB597) che si sono dimostrate capaci di prevenire selettivamente la degradazione di 2-AG e AEA da parte di enzimi specifici, i ricercatori hanno così trovato una nuova via nella lotta allo stress. La scoperta è stata ora proposta per il brevetto negli Stati Uniti.

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