Ecstasy: via libera alle malattie

Lo studio ha analizzato gli effetti dell’ecstasy, nata come un soppressore dell’appetito, ma presto diventata una delle droghe "più in voga" all’interno di discoteche e locali notturni. Queste le dichiarazioni di Connor: "L’ecstasy ha potenti qualità di immunosoppressore, che rendendo l’individuo più predisposto a contrarre malattie. L’uso di ecstasy – ha aggiunto il ricercatore – può provocare danni irreversibili e di lunga durata al sistema immunitario, esponendo chi ne fa uso a malattie come raffreddori, influenze e, persino, meningite". Già in passato l’ecstasy era stata collegata a disturbi di tipo psichiatrico, ma questo nuovo studio sugli effetti del MDMA (il principio attivo dell’ecstasy) arricchisce la lunga lista di controindicazioni di questa droga. Agendo sui recettori cerebrali della serotonina, gli stessi che danno la sensazione di euforia e che riducono le inibizioni, l’ecstasy, oltre a danneggiare gli stessi recettori, "sopprime anche il sistema immunitario". Un problema che riguarda anche chi fa un uso occasionale della sostanza e che viene aggravato dagli stessi ambienti, chiusi ed affollati, in cui questa viene spesso consumata. Il professor Thomas Connor ha poi sottolineato che le prove fatte hanno suggerito che chi assume due pasticche di ecstasy durante le ore notturne, risente di un indebolimento delle difese naturali del corpo che dura fino a 48 ore.

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