Emesse un milione di firme digitali

La regione che in assoluto ha visto il
rilascio del maggior numero di dispositivi è stata a Lombardia, che conta ad
oggi quasi 300mila utenti certificati. Seguono poi il Veneto, con circa 140mila,
l’Emilia Romagna e la Campania. A chiudere la classifica troviamo la Valle d’Aosta, con 3.367 firme digitali
rilasciate. In totale, nell’intero territorio nazionale, sono state emesse circa
1,2 milioni di firme digitali. Il convegno, organizzato in vista del  varo del
“Codice delle pubbliche amministrazioni digitali”, è stato l’occasione per far emergere i vari pareri presenti in dottrina sul tema della firma digitale e del documento informatico.
Oggi un documento informatico sottoscritto con firma digitale ha un valore probatorio fino a querela di falso. Il nuovo Codice delle pubbliche amministrazioni digitali rivede il concetto, dando valore di scrittura privata al documento firmato digitalmente, e riconduce
l’utilizzo della firma digitale al titolare della smart-card, salvo possibilità di prova contraria.
La firma digitale, d’altronde, svincola totalmente la paternità di uno scritto dalle caratteristiche fisiche di colui che ne è
l’autore; se la firma autografa apposta secondo i metodi tradizionali mantiene un legame
“fisico” con il soggetto che materialmente ha formato il segno grafico, la firma digitale, frutto di una procedura informatica attivabile tramite
l’utilizzo di una smart-card e l’inserimento di un codice segreto, non è più riconducibile ad una caratteristica fisica del suo autore e ciò determina il necessario ripensamento delle modalità con cui individuare la paternità del documento.
Nel corso della tavola rotonda, presieduta dal professor Natalino Irti, si è dibattuto sulla portata della nuova norma. Ne è emersa appunto la necessità di un ripensamento che riesca a superare il concetto di documento dal punto di vista formale per spostare
l’attenzione sulla sempre maggiore importanza del principio di responsabilità: non più la riconducibilità grafica del segno al suo autore, ma
l’obbligo di questi di assumere la responsabilità dell’utilizzo del dispositivo di firma digitale, ai fini, innanzitutto, di una sempre maggiore certezza giuridica.

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