Emicrania: malattia che si lega al sovrappeso

Il team guidato da Lorenzo Pinessi, direttore del Centro e vice presidente della Società Italiana Studio Cefalee (SISC), è infatti riuscito, attraverso una nuova tecnica di risonanza magnetica cerebrale che utilizza un’analisi matematico-statistica, ad evidenziare uno stato di riduzione di sostanza grigia localizzata nella corteccia cingolata anteriore. La scoperta pone nuove basi per lo studio di una trattamento capace di aiutare i quasi 7 milioni di persone (soprattutto donne) che in Italia soffrono di emicrania, sia questa cronica o meno. Secondo quanto sottolineato dallo stesso Pinessi, però, la strada verso una "cura" non è però così automatica, così come hanno insegnato i numerosi tentativi fatti per l’Alzheimer.A Milano per illustrare quanto ottenuto con la ricerca, Pinessi ha poi rivelato un’ulteriore scoperta, legata al rapporto tra emicrania e problemi di peso. Il professore ha, infatti, indicato come circa il 30% delle persone che soffrono di emicrania abbiano problemi di sovrappeso o di obesità, una percentuale quasi doppia rispetto alla norma. Secondo Pinessi, ciò va attribuito agli stessi trattamenti contro l’emicrania, in quanto nei circa sei mesi del trattamento, sarebbe possibile assistere ad un aumento diffuso del peso di fino a sei chili. Si tratta, sempre per Pinessi, di un problema che va risolto con una dieta personalizzata per il paziente che affronta un trattamento per l’emicrania, in quanto proprio il sovrappeso potrebbe addirittura peggiorare i dolori derivanti dall’emicrania stessa.

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