Emozioni a pelle!

Molto praticato in tutto il mondo sin dai tempi più antichi, il tatuaggio è stato anche messo fuori legge in certe società, specialmente in quelle giudaico-cristiane. Oggi questa pratica e diventata piuttosto comune e le persone tatuate appartengono a tutti gli strati sociali, ma in alcuni stati degli Usa è ancora illegale. Se per gli antichi guerrieri era simbolo di virilità e scaramanzia, oggi che cosa rappresenta il tatuaggio? Etnici, simbolici, d’amore o di rancore, il tatuaggio è comunque espressione di un emozione o di una sensazione, di qualcosa che si vorrebbe esternare come un sorriso o una lacrima o soltanto un modo di essere o di apparire. Ciò che è fondamentale chiarire è la soggettività della rappresentazione o del significato che si attribuisce alla “decorazione”. Oltre alla tradizionale tecnica dell’impuntura dello strato superiore della pelle ( da cui l’onomatopea polinesiana “tau tau”, divenuta poi in inglese “tattoo” ) seguita dall’iniezione di pigmenti colorati, esistono altri modi di più o meno indolori e resistenti al tempo. Per gli indecisi sono infatti di grande tendenza i tatuaggi temporanei e, in particolare per le ragazze, quelli all’henné che permettono di sbizzarrirsi senza provocare alcun danno alla pelle. I più gettonati sono i simboli orientali, e per chi si pentisse di una raffigurazione permanente esiste sempre il laser che assicura un ritorno della pelle alle condizioni ‘ante tattoo’. Il tatuaggio è anche moda, seduzione e apparenza. Cantanti ribelli che sfoggiano muscoli e simboli guerrieri, donne affascinanti dello star system con piccole e sensuali decorazioni fanno del tattoo un’arte di sicuro passato, presente ed avvenire, che trova nello show-business il naturale veicolo di traino per il futuro.

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