Esperyamo che se la cavi…

Quindi mio nonno non era un veneziano, ma che io sappia neanche un siciliano. Pure se dei siciliani aveva senz’altro il temperamento. Tutto questo per… mi sono perso. Tant’è. Mi pare che il concetto che avevo intenzione di esprimere fosse che più che un navigatore mi considero un “passeggiatore” della rete. Si, ecco! Quel che volevo scrivere è proprio questo, di tanto faccio qualche escursione sulla rete alla ricerca di qualcosa che mi svaghi la mente. Non certo da fruitore esperto, ma da “mezzoprofano”, ho sempre usato internet più che altro per, alimentare curiosità e passioni. Alimentare, mai verbo fu usato più a proposito, se è vero che nel novero dei miei interessi, in buona posizione stanno vini e gastronomia oltre che sigari e libri. È così che qualche anno fa, più precisamente nel 1998, mi sono imbattuto nel sito www.esperya.com, probabilmente uno dei primi esperimenti di e-commerce italiani. Si trattava (e si tratta) di una bottega virtuale di prodotti enogastronomici, tipici di tutta Italia. Prodotti scelti con cura e competenza da uno staff di veri cultori e presentati in modo originale e con inusuale ironia. Un progetto ambizioso e non privo di rischi in una stagione ancora culturalmente poco matura per il commercio elettronico. “Deus ex machina” dell’operazione era un certo
Antonio Tombolini da Loreto. Sia stato per l’influsso benefico del Santuario o per le indiscutibili capacità del fondatore,
Esperya fu un piccolo miracolo e venne subito notato da esperti e giornalisti del settore. Tanto che, nel luglio 1999, fu firmato un accordo con Kataweb spa con il quale venne ceduto il 70% di Esperya. Poco dopo il “Deus ex machina” di cui sopra divenne semplicemente “ex”, con regolare lettera di licenziamento da parte del gruppo Espresso. Da quel giorno, pur continuando nella sua attività e mantenendo in parte gli stessi prodotti in vendita, la bottega virtuale ha perso qualcosa.
Sparito il tono giocoso, inaridito il clima “artigianale” che caratterizzava il sito. Senza toglier nulla all’attuale gestione, senz’altro professionale ed efficiente, la sensazione è che Esperya abbia perso l’anima. Ma del suo geniale creatore (che, a scanso di equivoci, non abbiamo mai avuto l’onore di conoscere) si sono da poco ritrovate le tracce. Sua, infatti è una nuova e genuina iniziativa denominata Vyta.com. Si tratta di un Glocal Village, un Villaggio Glocale, un luogo della rete che ospita case, piazze, strade, gente che vorrà viverci o frequentarlo, proprio come un villaggio vero. Per ora sono presenti, manco a dirlo, una serie di produttori di tipicità locali di qualità. La grafica del sito è ancora un po’ ingenua, si ha la sensazione di un work in progress, ma non dubitiamo che l’iniziativa riuscirà a bissare il successo della precedente esperienza. Inoltre, peregrinando nella rete abbiamo scoperto che Tombolini, il cui
curriculum vitae è assai particolare, sarà candidato (da cattolico perplesso) per il Partito Radicale. Jugo è notoriamente un sito “politically incurruptus”, ma per una volta deroghiamo volentieri dalla par condicio, per significare tutta la nostra simpatia al coraggioso personaggio ed auspicargli le migliori fortune. Esperyamo che se la
cavi…

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